Genio e dolcezza

Dal “caffè del nonno” ai recenti zuccheri aromatizzati: ottime materie prime per prodotti di alta qualità 

Nel dna di Simone e Sandro Antonelli c’è il gusto per le cose buone. Sarà che la madre aveva un laboratorio di pasticceria, sarà che il padre Silio – prima di fondare l’azienda – era rappresentante di prodotti dolciari: sta di fatto che i due fratelli maceratesi, fedeli alla linea paterna, stanno portando il marchio di famiglia nel mondo, ampliando ogni anno il numero delle leccornie ideate e prodotte. Una decina d’anni fa, il primo “boom” dell’azienda venne dal “caffè del nonno”: una sorta di crema al caffè – la cui ricetta è ancora segreta – che dalle spiagge del monte Conero è arrivata fino agli hotel di lusso del principe di Dubai, giunto qui per un importante evento e innamoratosi del sorbetto ideato da Antonelli. Un prodotto talmente imitato, negli anni seguenti, che si è deciso di cambiarne il nome in “Pupillo” per evitare equivoci. E poi il caffè al ginseng, le cioccolate calde, le linee originali di tè e tisane, le granite e gli infusi: prodotti che oggi si possono gustare nei ristoranti più chic della California, di New York, di Johannesburg. “L’esperienza materna insegna: scegliamo materie prime di alta qualità – e partner di cui ci fidiamo – per creare prodotti che siano solo nostri, e rispecchino il valore del made in Italy”, racconta Simone Antonelli. E accenna all’ultima idea, da poco sul mercato: una linea di zuccheri aromatizzati (dalla cannella alla menta, dalla vaniglia all’anice) distribuita in contenitori di vetro, anche monodose. Un’altra dolcezza geniale.
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